Indignati

La parola di oggi è “indignarsi”.

Ai telegiornali si parla di stragi e i capi di Stato si indignano. Va tanto di moda il femminicidio e tutti i VIP stanno lì pronti per indignarsi a ogni nuovo necrologio. La gente parcheggia in seconda fila e i passanti guardano schifati, indignandosi.

L’indignazione è il vivo risentimento che si prova per ciò che si ritiene indegno, riprovevole, ingiusto. Una bella emozione, insomma: se ci si indigna allora si è in grado di discernere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Il mio problema è che, per quanto sia un inguaribile ottimista, quando vedo la gente indignata mi viene un insopportabile tarlo… e mi chiedo: non sarà che indignarsi è più facile che intervenire?

Io penso “vedo uno che sta parcheggiando in seconda fila, intervengo e gli faccio notare che blocca la strada” mentre chi si indigna mi dice che “mica è compito mio farlo sennò che ci stanno a fare i vigili?”. Così rimango dalla parte di chi interviene, guardando con un certo disappunto chi si limita a indignarsi, sentendomi frequentemente come il Don Chisciotte di Guccini.

3 pensieri riguardo “Indignati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Utilizzando il sito (navigando, scorrendo la pagina o cliccando), accetti l'utilizzo dei cookie presenti sul sito. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetto" permetti il loro utilizzo.

Chiudi