Pareto, amicizie e attualità su Facebook

Il principio di Pareto potrebbe essere applicato alla sfera delle amicizie? In quest’epoca di social network e comunicazione digitale, è a mio avviso interessante fare un poco di conti.

Io ho circa 1.000 amici su Facebook. Se Pareto fosse applicabile anche in questo caso, potremmo dire che 200 di loro sono quelli che realmente riempiono le mie giornate per almeno l’80% del tempo. Più o meno è vero, ma è anche vero che di tutti i miei contatti, solo il 20% riempie l’80% della mia bacheca. Per chi non lo sapesse, Facebook ha la pretesa di capire cosa a me “interessi” maggiormente.

L’algoritmo delle amicizie

L’algoritmo di Facebook fa dunque in modo di mostrarmi quei contenuti che possono generare maggiore “coinvolgimento”. Una discussione civile e sensata tra due persone si esaurisce in un paio di commenti. Uno sproloquio violento tra persone maleducate che ribattono senza cognizione di causa, somiglia a un tifo da stadio e genera molti più clic. Inoltre, l’algoritmo è pensato per dar forza a ciò che io voglio sentire, quindi farà in modo che interagiscano con me persone che sullo stesso argomento la pensano allo stesso modo. Si generano così micro-bolle dove tutti la pensano allo stesso modo.

Risultato? L’80% di quello che vedo su Facebook è qualcosa che possa farmi alterare, indignare, agitare… e chi produce tutto questo? Solo il 20% delle mie “amicizie”. Come dire che gli ignoranti e cafoni sono la minoranza, ma generano sicuramente molto più rumore degli altri.

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